Cos’è il Sostegno per l’Inclusione Attiva e chi lo riceverà?

Dal 2 settembre parte il SIA, Sostegno per l’Inclusione Attiva. Il contributo è destinato alle famiglie ed è legato ad un progetto volto al superamento della condizione di povertà.

Sostegno per l'Inclusione Attiva - La presentazione del Ministro PolettiDopo la fase di prova in 12 città, la misura di contrasto alla povertà diventa nazionale. Entrato in vigore il decreto ministeriale, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha ufficializzato l’ampliamento su tutto il territorio italiano del SIA – Sostegno per l’Inclusione Attiva. Si tratta di un contributo destinato alle famiglie che versano in condizione di povertà. La concessione del contributo è legata ad un progetto, un patto siglato con la famiglia beneficiaria, che dovrebbe portare al superamento delle cause dello stato di disagio economico.

Questo intervento è rivolto alle famiglie che abbiano un Isee corrente pari o inferiore a 3000€ e presentino almeno una di queste condizioni: uno o più figli di età inferiore ai 18 anni; una donna in stato di gravidanza; un disabile e almeno un suo genitore. Il contributo può variare da un minimo di 80€ ad un massimo di 400€, erogati ogni due mesi, in base al numero dei membri della famiglia. Per ogni suo componente, fino ad un massimo di 5, il contributo aumenta il proprio importo di 80€.

Il Sostegno d’Inclusione Attiva ha lo scopo di aiutare le famiglie a mettere in pratica delle azioni programmate per uscire dalla povertà. Il contributo economico, infatti, non è svincolato dal progetto personalizzato assegnato alla famiglia che ne beneficia. Il progetto è volto al superamento della condizione di povertà, al reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale.

Il fondo per l’anno 2016 è pari a 750 milioni di euro e raddoppierà nel 2017. Sarà utile a coprire circa il 40% delle famiglie in povertà assoluta, tra i 180 e i 220 mila nuclei. Si parla, quindi, di un totale che va dagli 800 mila al milione di cittadini interessati sin da questo anno, la metà dei quali sono minori.

Il SIA è considerato un intervento che faccia da ponte verso il Reddito d’Inclusione che, secondo i programmi del Governo, dovrebbe essere definito da una legge delega nel 2017.