Rete della protezione e dell’inclusione sociale: cresce il coinvolgimento nelle politiche sociali

Il decreto del 9 giugno che introduce ufficialmente il REI ha dato vita anche alla Rete della protezione e dell’inclusione sociale, la struttura che darà continuità al coinvolgimento tra parti sociali, organizzazioni del Terzo Settore, stakeholder e politica che ha reso possibile lo stesso Reddito d’Inclusione.

Rete della protezione e dell'inclusione socialeIl Reddito d’inclusione, la misura unica a livello nazionale per il contrasto alla povertà che ha visto ufficialmente la luce con il decreto del 9 giugno 2017, è nato da un metodo di lavoro innovativo per la sua partecipazione. La misura è nata dalla spinta del movimento Alleanza contro la Povertà ed ha trovato, nel Memorandum firmato ad aprile di quest’anno, le basi per una collaborazione necessaria per arrivare alla realizzazione del progetto. Una delle conquiste della legge per il contrasto alla povertà è nel metodo di lavoro stesso, che ora troverà continuità con la Rete della protezione e dell’inclusione sociale.

Cos’è la Rete della protezione e dell’inclusione sociale?

Il coinvolgimento nel lavoro politico, sia con il Governo che con il Parlamento, delle organizzazioni del Terzo Settore, delle parti sociali e degli altri stakeholder diventa strutturale. Nasce la Rete della protezione e dell’inclusione sociale, una struttura permanente di confronto e programmazione delle politiche sociali, nonché di coinvolgimento nelle decisioni programmatiche. La Rete è presieduta dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e composta da rappresentanti dei diversi livelli di governo, si articola in tavoli regionali e territoriali e ha l’obiettivo di rendere più omogeneo il sistema delle misure di protezione sociale, superando le attuali sperequazioni territoriali.

Le funzioni della Rete rispetto al REI

Rispetto al Reddito di Inclusione, in particolare, il decreto dettaglia due articolazioni di questa Rete: il Comitato per la lotta alla povertà, per il confronto permanente tra i diversi livelli di governo e l’Osservatorio sulle povertà, che dovrà predisporre un Rapporto biennale sulla povertà, in cui siano formulate analisi e proposte in materia di contrasto alla povertà, di promuovere l’attuazione del ReI, evidenziando eventuali problematiche riscontrate, anche a livello territoriale, e di esprimere il proprio parere sul Rapporto annuale di monitoraggio sull’attuazione del ReI.