Piano Sociale Municipio XV di Roma. Partecipazione e confronto su bisogni emergenti

Piano sociale municipio XV

 

Il seminario del Municipio XV di Roma, “La rete per la comunità. Per un’empatia sociale”, ha invitato il territorio e i suoi servizi a confrontarsi per il Piano Sociale 2018/2020

 

Uno spazio di riflessione condivisa sui nuovi bisogni sociali emergenti e sulla capacità dei servizi di intercettarli e offrire una risposta. Nelle aule della scuola Karol Wojtyla ci siamo incontrati il 12 e 13 dicembre per creare questa opportunità nel Municipio XV di Roma. L’incontro è stato realizzato con la collaborazione di Oasi e ha visto un’ampia partecipazione da parte di cittadini, professionisti del terzo settore, operatori e dirigenti del Municipio.

 

Entro poche settimane saranno pubblicati in questa pagina i report dei focus group
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Focus group

Focus grup Piano sociale Municipio XV

I focus group del seminario “La rete per la comunità. Per un’empatia sociale” si inseriscono nei lavori per il Piano Sociale Municipale del Municipio Roma XV. Lo scopo dei gruppi di discussione è stato quello di indagare le opinioni, le percezioni, le esperienze e le esigenze di chi vive il Sociale dai suoi diversi punti di vista. Questo lavoro sarà utile per comprendere al meglio i bisogni e lo scenario in cui si attuerà il Piano Sociale Municipale.

In merito a tre temi specifici di competenza del welfare municipale, abbiamo ascoltato differenti gruppi di stakeholder: operatori dei servizi pubblici e privati; utenti e minori; dirigenti del Municipio XV.

I temi affrontati sono stati: Inclusione sociale; Infanzia e adolescenza; Non autonomia.

 

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Gli interventi che hanno preceduto i focus group

Ognuno dei tre focus group è stato preceduto dall’intervento di un esperto del settore in merito al quale, poco dopo, si sarebbero espressi gli stakeholder. Un modo per proporre spunti di riflessione e fare mente locale su dati e aspetti utili e interessanti per la discussione.

Di seguito, condividiamo i materiali dei diversi interventi.

 

Il Welfare nel Municipio Roma XV

Intervento a cura di Maria Anna Bovolini

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Intervento di Maria Anna Bovolini

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Dati sugli accessi al PUA – Punto Unico di Accesso

Cosimo Baldari e Maria Anna BovoliniIntervento a cura di Cosimo Baldari

Il P.U.A. del Municipio XV – Distretto 15 è un servizio pubblico integrato realizzato da assistenti sociali del municipio e operatori sanitari della ASL Roma1 rivolto ai cittadini e alle famiglie residenti nel Municipio Roma 15, agli operatori dei servizi pubblici e privati e del volontariato di Roma Capitale.

Offre accoglienza e ascolto sui bisogni socio-assistenziali e socio sanitari, informazioni sui servizi sociali e sociosanitari erogati dal Municipio XV e dal distretto 15, orientamento sulle risorse presenti sul territorio di Roma Capitale.

Il P.U.A. accompagna alla richiesta dei servizi più rispondenti ai propri bisogni: assistenza domiciliare SAISA, disabili SAISH, centri diurni per anziani, disabili e minori, servizi per il contrasto alla povertà e al disagio economico, servizi di sostegno alle famiglie in difficoltà.

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Dati sugli accessi al PUA - Punto Unico di Accesso

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Inclusione sociale: i rischi della vulnerabilità

Intervento a cura del prof. Marco Accorinti

Marco AccorintiL’intervento del professor Accorinti ha mostrato come le condizioni di vulnerabilità siano quasi normali nella nostra epoca, soprattutto a causa delle caratteristiche del mercato del lavoro, delle trasformazioni dei contesti famigliari e delle misure di cambiamento nel sistema di welfare. Tuttavia, chi opera nel sociale è chiamata/o a non smettere di aspirare al cambiamento e per questo trovare occasioni di confronto democratico e soprattutto di riflessione consentono di sperimentare già percorsi di inclusione e di relazione tra le persone, fondamento di una società decente.

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Inclusione sociale: i rischi della vulnerabilità

 

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Sondaggio su Inclusione sociale e vulnerabilità

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Infanzia e adolescenza: tra vecchie e nuove forme di abuso

Intervento a cura di Maria Katiuscia Zerbi

Stato dell’arte riguardo ai Servizi di cura e nuove misure preventive da considerare

In generale si potrebbe dire che si riscontrano dei buoni modelli integrativi sociosanitari, con delle linee guida valide ma sembra sempre più necessario compiere ulteriori sforzi integrativi.
Nel Lazio e a Roma in particolare sono insorte negli ultimi anni diverse criticità, legate anche all’accorpamento dei Municipi prima e delle Asl poi. Uno sguardo alle statistiche ci dà testimonianza delle ragioni della sofferenza dei Servizi: negli ultimi due anni le emergenze psichiatriche sono aumentate del 25%, la domanda al TSMREE è aumentata del 45% negli ultimi 5 anni e i ricoveri del 28% (S. Trillo). Bisogna considerare, per meglio leggere ed interpretare i numeri, l’aumento della popolazione straniera e l’emergere di psicopatologie complesse che  necessitano di una forte integrazione tra Servizi e operatori con competenze specifiche, nonché l’attivazione di più servizi d’aiuto su uno stesso caso.

 

Maria Katiuscia Zerbi

Roma al momento ha solo due servizi pubblici per adolescenti (il Servizio di Neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli e l’Ospedale Bambin Gesù, che offre la possibilità di accedere da tutte le regioni d’Italia). Se le risorse sono così esigue bisogna creativamente costruire nuove forme di intervento. Sarebbero da incrementare i servizi a valenza terapeutica. Sembra emergere il bisogno di risposte specifiche per l’adolescente in quanto sono cambiate le forme di espressione del disagio. Sono aumentati i disturbi della condotta e si è abbassata l’età di insorgenza del disturbo. In adolescenza, è importante distinguere le urgenze psichiatriche in cui è l’emergere improvviso di sintomi psicopatologici a rendere urgente una risposta tempestiva sul piano di cura (come accade per gli adulti e raramente in adolescenza) dalle emergenze in cui in primo piano è l’incapacità dell’ambiente a contenere il comportamento dell’adolescente e/o l’assenza o inadeguatezza delle risorse della comunità e dei Servizi di prendersi cura del disagio prima che la gravità assuma le caratteristiche di una acuzie e in certi casi renda possibile rinviare l’intervento.

Quindi bisogna attivare dei servizi di interventi e cura integrati in quanto il servizio pubblico non è in grado da solo di rispondere. È necessario mantenere sempre vivo e in continua evoluzione il pensiero circa la condizione psicopatologica tentando di ricercare la migliore articolazione possibile nel campo della progettazione di interventi di cura che spesso vedono coinvolti diversi attori appartenenti al Servizio pubblico e al privato sociale (ASL, Municipio, Associazioni e Cooperative del terzo settore, Comunità terapeutiche, Case famiglia).

 

C’è bisogno di diffondere una cultura sull’adolescenza e tra gli adolescenti. Creare degli spazi idonei a supporto dell’adolescenza, essere vicini ed arrivare a prestare la nostra professionalità anche nelle periferie, nei luoghi più disagiati. C’è bisogno di personale formato, specializzato, che sia capace di riconoscerne il disagio e di intervenire tempestivamente ed adeguatamente. Nelle situazioni gravi la psicoterapia non è sufficiente, sono necessari diversi modelli di intervento. Spesso ci si trova a progettare degli interventi su singoli ragazzi e altrettanto spesso ci si trova ad esser parte di un sistema, di un progetto di cura. A volte su un singolo caso sono impegnati i Servizi sanitari o sociali, lo psicoterapeuta, il Compagno adulto, il terapeuta dei genitori. Proprio perché le variabili sono tante e le risposte possono richiedere interventi complessi. Il lavoro di rete tra operatori che si occupano di uno stesso caso è una risorsa imprescindibile e per questo le Amministrazioni dovrebbero essere sensibilizzate a non cedere alla logica del risparmio.

L’invito è quello di continuare a ragionare circa le trasformazioni societarie e su come queste tocchino ognuno di noi, chiamandoci ad assumere una responsabilità etica e professionale sempre maggiore, raggiungibile attraverso il confronto, lo scambio, il dialogo tra istituzioni, nonché la formazione continua.

 

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Infanzia e adolescenza: tra vecchie e nuove forme di abuso

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Non autonomia. Le sfide della solitudine nel Municipio XV

Intervento a cura di Alfredo Ferrante

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Intervento di Maria Anna Bovolini

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