Nuovi LEA: entusiasmi e preoccupazioni

All’entusiasmo manifestato dal Ministro Lorenzin sui nuovi LEA, si contrappongono le critiche su disabilità intellettive e autismo di ANFFAS e FIA.

Il Ministro Lorenzin ha presentato i nuovi LEA“Solo quello che è stato fatto sulle malattie rare vale un’intera legislatura”. Così Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, ha commentato il testo sui nuovi LEA, i Livelli essenziali di assistenza che lo Stato è chiamato a garantire nella Sanità di tutte le regioni.

I nuovi standard minimi di assistenza sostituiscono quelli introdotti nel 2001 e, in effetti, apportano significative novità. Un codice darà diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa ai soggetti affetti da 110 patologie rare e 6 malattie croniche non incluse nelle precedenti liste. Entrano nei LEA anche l’inseminazione eterologa, il parto senza dolore. Viene recepito, inoltre, il nuovo piano vaccinale che prevede l’introduzione e la gratuità di nuovi vaccini: anti Pneumococco, anti Meningococco, anti Varicella, Rotavirus e anti Papillomavirus anche per i maschi.

All’interno del testo al quale presto il Ministero dell’Economia darà il via libera, c’è spazio e attenzione anche per la diagnosi e il trattamento per l’autismo e per l’assistenza alle famiglie delle persone che ne sono affette. Secondo le rassicurazioni del Ministro: “Le famiglie possono stare sicure, il documento recepisce la legge 134 del 2015”. Rassicurazioni che non bastano alla FIA, Fondazione Italiana Autismo, che avrebbe preferito un riferimento esplicito all’autismo. “Solo così, infatti, potremo garantire trattamenti basati sulle evidenze e in coerenza con la Linea Guida n. 21 dell’Istituto Superiore di Sanità – afferma il presidente della Fondazione, che aggiunge – L’autismo può diventare in questo modo un apripista, un modello, affinché si prevedano le stesse garanzie anche per altre condizioni di fragilità presenti nei disturbi del neurosviluppo”. A questo appunto fa eco un comunicato dell’ANGSA, Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici, aderente alla FISH, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap: “I nuovi LEA non soddisfano affatto le aspettative delle famiglie con soggetti con autismo perché dimenticano, fra l’altro, la legge sull’autismo n.134 del 2015 e la legge n.112 del 2016 sul Dopo di Noi”.

Manifesta i propri dubbi anche l’ANFFAS, l’Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, che rimprovera l’assenza delle disabilità intellettive e del neurosviluppo. “L’auspicio era che così fossero resi chiaramente ed effettivamente esigibili i diritti delle persone con disabilità, colmate le lacune e le inefficienze più volte negli anni denunciate, realizzata la tanto attesa integrazione socio-sanitaria, mai compiutasi con l’emanazione dei Lep/Liveas, e fornita adeguata allocazione alle necessarie risorse economiche – afferma un comunicato dell’Associazione – Purtroppo, non solo questo non si realizza, ma in tutto il provvedimento mancano i riferimenti ai paradigmi scientifico-culturali in materia di disabilità“.