Migranti. Taxi del Mare? Le ONG rispondono

“Le ong stanno facendo un lavoro straordinario, altrimenti ci sarebbe un’ecatombe” le parole dell’OIM. Dopo Save the Children e MSF, anche Cospe e Cipsi rispondono a Luigi Di Maio.

Le ONG rispondono all'onorevole Di MaioLe parole del Vice Presidente della Camera Luigi Di Maio hanno scatenato l’indignazione delle ONG impegnate nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. Riportiamo le dichiarazioni raccolte da Redattore Sociale.

Oim: “Le ong stanno facendo un lavoro straordinario, altrimenti ci sarebbe un’ecatombe”. Secondo Flavio Di Giacomo, portavoce di Oim (organizzazione internazionale delle migrazioni). più che parlare di pull factor (fattore di attrazione) da parte delle ong, bisognerebbe parlare di push factor (fattore di spinta) dovuto alle condizioni di partenza. “Le accuse di attrarre i migranti e facilitare i trafficanti erano già state mosse ai tempi di Mare nostrum – spiega – ma quando l’operazione venne chiusa non abbiamo visto una diminuzione delle partenze, bensì un aumento. In quel periodo ci furono anche più morti, e questo convinse l’Unione europea ad avviare Triton. La verità che più di fattori di attrazione, bisogna parlare di fattori di spinta. E tra questi c’è sicuramente la situazione in Libia: qui i migranti subiscono violenze e abusi, ci sono bande che fanno una vera e propria ‘caccia al nero’. Partirebbero lo stesso anche in assenza di navi da salvataggio”. L’Oim si dice preoccupata dal dibattito in corso: “queste polemiche rischiano di far dimenticare la questione umanitaria, e cioè che salvare vite umane è un dovere etico e morale oltre che giuridico – aggiunge Di Giacomo -. Danno, inoltre, la percezione di qualcosa di profondamente sbagliato favorendo una percezione del fenomeno che non è quella giusta”. Dall’inizio dell’anno sono già quasi mille le persone morte nel tentativo di raggiungere l’Europa a fronte di 35mila arrivi. L’anno scorso il numero era più o meno simile (oltre 900) ma su circa diecimila sbarchi in meno. “Questo vuole dire che le ong stanno facendo un lavoro eccezionale perché in percentuale potrebbero esserci più morti, una vera ecatombe in mare – spiega ancora Di Giacomo -. L’anno scorso su 181mila arriva, 40 mila salvataggi sono stati fatti dalle ong, mentre la maggior parte dalla Guardia Costiera. Va ricordato che tutte le imbarcazioni che operano nel Mediterraneo lo fanno sotto il coordinamento della Guardia costiera, non c’è anarchia, non si fa niente autonomamente. Le ogn sottostanno alle regole della Marina militare”.

Cospe: “Solo sciacallaggio”. Per il Cospe le accuse verso le ong sono “inaccettabili”. “Ma purtroppo non sorprendono – afferma il presidente Giorgio Menchini -. Sorprende, questo sì, che al coro dei calunniatori si unisca con particolare accanimento un’alta carica istituzionale come il vice-presidente della Camera Luigi Di Maio. Sono solo un volgare atto di sciacallaggio politico, ma si inseriscono in una strategia politica e mediatica che vede l’Unione Europea impegnata a spostare gli interventi e l’attenzione dell’opinione pubblica fuori dai nostri confini, come dimostrano lo scellerato accordo con la Turchia prima, quello con il fantomatico governo libico poi e quello con il Niger, che sono a nostro avviso la dichiarazione di fallimento di ogni tentativo di gestione seria del problema dei rifugiati e dei migranti”. Secondo Menchini in questo quadro, le ong “rischiano di essere testimoni scomodi di politiche di esternalizzazione delle frontiere, di respingimenti operati dalla guardia costiera libica, di violazione sistematica dei diritti umani fondamentali lungo le rotte di transito dei rifugiati e dei migranti”. E aggiunge: questi tentativi d’intimidire e screditare l’operato delle ong non ci fermeranno. Se la solidarietà diventa reato per questa Europa, allora siamo tutti colpevoli. Ma non rinunceremo mai alla difesa dei diritti delle persone e alla denuncia delle loro violazioni. Come abbiamo fatto fin dall’inizio, continueremo a sostenere Sos Mediterranée un’operazione di soccorso in mare che esprime l’impegno unitario delle società civili italiana, francese, tedesca.

Cipsi: “Accuse nascondono inadeguatezza delle politiche europee” “Le accuse contro le ong, costantemente impegnate a tamponare le assenze della politica europea salvando vite nel Mediterraneo, sono strumentali e vergognose. Non solo l’Italia e l’Europa sono tra i principali commercianti di armi nei Paesi dai quali le persone fuggono, ma hanno facilitato e sostenuto gran parte dei conflitti che hanno destabilizzato molti Paesi nell’ultimo decennio – sottolinea Guido Barbera, presidente di Solidarietà e cooperazione, Cipsi – Una presenza concreta e attiva dell’Unione Europea e dei suoi Stati, avrebbe inoltre evitato le oltre 30mila vittime di questi ultimi anni. Le accuse alle Ong che intervengono faticosamente ogni giorno nel tentativo di salvare vite umane, intendono semplicemente scaricare responsabilità dei fallimenti o, peggio ancora, degli interessi politici. L’assenza e il fallimento delle istituzioni internazionali sono indiscutibili! Così come gli interessi di molti Stati. Mentre Frontex si limita a proteggere forzatamente i confini e l’Europa assiste indifferente, non è lecito attaccare il mondo del volontariato. Soprattutto, denuncia Barbera, non si cerchino voti e non si faccia campagna elettorale sulla pelle della gente! Basta menzogne e falsità sulle migrazioni e le conseguenze nei nostri territori! Si può solo parlare, come ha fatto papa Francesco davanti al dramma dei profughi, di vera “vergogna””.

In questi giorni anche altre organizzazioni come Save the children e Medici senza frontiere sono intervenuti nella polemica rispondendo alle critiche, punto su punto.

Forum Terzo settore: “Sono interventi di cui il Paese dovrebbe andare fiero”. Anche il Forum del Terzo Settore ha deciso di intervenire dando forza all’appello delle maggiori reti del settore – l’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale Aoi, il Coordinamento italiano dei network internazionali Cini, Link 2007 Cooperazione in rete. “In particolare, ci corre l’obbligo di richiamare i rappresentati delle istituzioni a esercitare la propria funzione con equilibrio e lungimiranza, tenendo conto che da parte loro ci si attende un comportamento esemplare nei rapporti con le istituzioni, gli elettori e i corpi sociali attivi – scrive il Forum in una nota -. Il Terzo settore italiano in questi anni ha continuato a svolgere un’importante attività di sostegno per quanti si trovano in una condizione di disagio, garantendo servizi e opportunità nonostante una crisi della iniziativa pubblica in settori chiave. Gli interventi di solidarietà internazionale e tutela di migranti e rifugiati sono soltanto l’ultimo esempio, di cui l’intero Paese dovrebbe essere fiero”.

Fotografia dal sito del MOAS