Famiglia: le misure per il sostegno alla natalità e all’occupazione femminile

Quali misure di welfare hanno a disposizione le famiglie? Il sostegno alla natalità e alla famiglia, oltre che i diritti delle donne lavoratrici, non possono essere solo parole. Il magazine Percorsi di Secondo Welfare ha raccolto le novità normative approvate negli ultimi mesi.

Le misure per il sostegno alla famiglia, alla natalità e all'occupazione femminileColpita dalla crisi, la famiglia torna al centro dell’attenzione della società. La bassa natalità che caratterizza il contesto italiano non è spiegabile solo con motivazioni culturali e sociali. La maternità è un boomerang per alcune lavoratrici. E crescere un figlio è un problema di natura soprattutto economica per una famiglia che negli ultimi anni si è ritrovata sotto la soglia di povertà.

Percorsi di Secondo Welfare ha sintetizzato le principali novità normative degli ultimi mesi, nate con lo scopo di sostenere la famiglia e l’occupazione femminile con bonus e la garanzia di maggiori diritti.

Congedi e indennità

Il congedo parentale è ora utilizzabile per un arco di tempo più lungo: fino agli 8 anni dei bambini quello pagato al 30% e fino ai 12 quello non retribuito. Può essere anche frazionato in singole ore e il preavviso per la richiesta è sceso da 15 a 5 giorni. L’indennità di maternità è stata estesa alle lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’Inps e garantita anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro (Jobs act Decreto legislativo n. 80 del 2015).

Paternità, congedi obbligatori per padri lavoratori

Il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, previsto in via sperimentale già dal 2013, viene prorogato anche per gli anni 2017 e 2018. La durata del congedo è aumentata a due giorni per l’anno 2017 e a quattro giorni per l’anno 2018, che possono essere goduti anche in via non continuativa. Per l’anno 2018 il padre lavoratore dipendente può astenersi per un periodo ulteriore di un giorno previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.

Voucher baby sitting

Dal 2017 sono previsti 600 euro al mese, per sei mesi, per il pagamento di baby sitter o asilo nido per le mamme lavoratrici dipendenti o parasubordinate che tornano al lavoro dopo la maternità, da usufruire in alternativa al congedo facoltativo. La sperimentazione del voucher è in atto anche per le lavoratrici autonome (ma per tre mesi). Saranno le mamme a scegliere se il contributo servirà per pagare le spese della retta dell’asilo nido, pubblico o privato, oppure per avvalersi dell’aiuto di una baby sitter (Legge n. 208 del 2015).

Bonus bebè

L’assegno di natalità, o bonus bebè, prevede 960 euro l’anno per famiglie o singole mamme, sia lavoratrici che disoccupate, di bambini nati o adottati tra il 2015 e il 2017. Il contributo è distribuito in base al reddito (massimo 25.000 euro) e viene erogato nei primi tre anni di vita del bambino (Legge n. 190 del 2014).

Bonus mamma domani

Il premio alla nascita di 800 euro (bonus mamma domani) viene corrisposto dall’INPS per la nascita o l’adozione di un minore, a partire dal 1° gennaio 2017, su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza o al momento della nascita, adozione o affido. Il premio non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all’articolo 8 del Testo Unico delle imposte sui redditi. Il beneficio è concesso in un’unica soluzione per ogni evento (gravidanza, parto, adozione o affidamento) e in relazione a ogni figlio nato, adottato o affidato.

Bonus asili nido

Si tratta di un buono di 1.000 euro su base annua e parametrato a undici mensilità (Legge n. 232 del 2016) per i bambini nati a decorrere dal 1° gennaio 2016. Compensa il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, nonché per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche. La particolarità di questo strumento è che l’assegnazione non è legata al reddito familiare: ne può fare richiesta chiunque abbia un bambino nato o adottato dopo il 1 gennaio 2016, purché rispetti i requisiti previsti.

Sostegno alla natalità

E’ stato istituito presso la presidenza del Consiglio dei Ministri un Fondo di sostegno alla natalità, volto a favorire l’accesso al credito delle famiglie con uno o più gli, nati o adottati, a decorrere dal 1° gennaio 2017, mediante il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari. Il Fondo ha una dotazione di 14 milioni di euro per il 2017, 24 milioni per il 2018, 23 milioni per il 2019, 13 milioni per il 2020 e 6 milioni a partire dal 2021.

Dimissioni “in bianco”

E’ in atto una nuova procedura telematica per le dimissioni volontarie con un codice identificativo progressivo, una data di trasmissione e una scadenza. Questo allo scopo di mettere fine alla pratica delle “finte dimissioni” fatte firmare soprattutto alle giovani donne al momento dell’assunzione e utilizzate poi di fronte, ad esempio, all’eventualità di una gravidanza. Sono inoltre previste multe fino a 30.000 euro per il datore di lavoro che alteri i dati (Jobs act Decreto legislativo n. 151 del 2015).

Adozioni internazionali

Al fine di assicurare il sostegno alle famiglie che hanno concluso le procedure di adozione internazionale, è incrementato di 5 milioni di euro il Fondo 2017 per le adozioni internazionali.

Informazioni per i neo-genitori

Per garantire il diritto dei neogenitori ad essere informati su tutte le misure a loro favore è stata introdotta la possibilità, tramite un codice personalizzato – consegnato all’anagrafe al momento della nascita – di accedere a una banca dati Inps, che conterrà tutte le misure, nazionali e regionali, previste: congedi, voucher, bonus bebè, ecc (Legge delega n. 124 del 2015).

Welfare aziendale

Come noto i lavoratori possono beneficiare di una tassazione ridotta al 10% sui premi di risultato fino a 2.000 euro, oppure di una cifra equivalente in ticket cartacei o elettronici, per l’acquisto di servizi accreditati (per esempio asili nido o servizi di assistenza agli anziani) (Legge n. 208 del 2015). A partire dal 2017 l’importo massimo dei premi di produttività, nonché delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa, a favore dei lavoratori dipendenti privati che beneficiano della tassazione al 10% passa da 2 mila a 3 mila euro e può arrivare fino a 4 mila in caso di coinvolgimento paritetico dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro (rispetto ai 2.500 euro di oggi). Viene inoltre ampliata la platea dei beneficiari: sale infatti da 50 mila a 80 mila euro lordi annui il limite di reddito da lavoro dipendente per usufruire della tassazione agevolata dei premi (Legge n. 232 del 2016).

Se vuoi rimanere aggiornato, avere ulteriori informazioni o ricevere altre notizie come questa:
Contattaci
Iscriviti alla Newsletter