UE, EaSI: Fondo di 50 milioni per l’impresa sociale da FEI e Banca Etica

Nell’ambito di EaSI, Programma UE per l’occupazione e l’innovazione sociale, 50 milioni di finanziamento a tasso ridotto per il privato sociale di Italia e Spagna.

Nell'ambito del Programma EaSI un fondo da 50 milioni per il privato sociale

Dall’Unione Europea arriva un po’ di respiro per l’impresa sociale italiana. Prestiti a tasso ridotto per 330 imprenditori nell’ambito del welfare sono previsti dal Fondo che nasce dall’accordo tra FEI (Fondo Europeo per gli Investimenti) e Banca Etica nell’ambito dell’EaSI, il Programma per l’occupazione e l’innovazione sociale dell’UE.

Si tratta di un Fondo da 50 milioni di euro da distribuire nell’arco di 5 anni alle imprese del privato sociale di due Stati UE, Italia e Spagna, per continuare a svolgere attività di utilità sociale che dopo la riforma appena approvata dal Consiglio dei ministri si riferiscono ad esempio alla formazione, il turismo sociale, l’housing e alla tutela dell’ambiente, esclusi la raccolta abituale e il riciclaggio dei rifiuti.

È questo il risultato del primo accordo di garanzia per l’imprenditoria sociale firmato dal Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e Banca Etica che si inserisce nell’asse del programma dell’UE per l’occupazione e l’innovazione sociale, (EaSI), il cui obiettivo è garantire un elevato livello di occupazione e un’adeguata protezione sociale lottando contro esclusione sociale e povertà.

Attraverso la garanzia EaSI, la Commissione europea intende quindi sostenere, per la prima volta, l’imprenditoria sociale con investimenti fino a 500 000 euro.

Questo significa che le imprese sociali che operano in Italia e in Spagna, potranno beneficiare di prestiti a un tasso di interesse ridotto, con requisiti ridotti in materia di garanzie reali. La garanzia EaSI, permette infatti agli intermediari finanziari di estendere la loro offerta a potenziali imprenditori che per il loro profilo di rischio non sarebbero altrimenti in grado di ottenere finanziamenti.

Un’operazione di finanza sociale ambiziosa che può facilitare l’accesso al credito per le imprese sociali e rendere più efficace la presenza del “terzo settore”. Ne è convinta anche Marianne Thyssen, Commissaria per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori. «Grazie a questi nuovi finanziamenti, sopportati dall’UE, vogliamo contribuire allo sviluppo delle imprese sociali in settori chiave per l’inclusione sociale, quali il settore agricolo sociale e le imprese che partecipano all’integrazione di migranti e rifugiati, che impiegano persone con disabilità o disoccupati di lungo periodo».

Ma per mantenere questi impegni, occorre fare di più. Ed è per questo che la Commissione sta rafforzando la dimensione sociale del FEIS a favore sia della microfinanza sia dell’imprenditoria sociale. Globalmente l’importo totale del sostegno a questi settori dovrebbe arrivare a circa 1 miliardo di euro, mobilitando circa 3 miliardi di euro di investimenti supplementari.

Dal canto suo, Banca Etica si concentrerà sulle start-up innovative a orientamento sociale, imprese agricole sociali e società che operano sfruttando l’efficienza energetica e la tecnologia delle fonti energetiche rinnovabili.

Ma al di là delle buone intenzioni, sarà ancora una volta la valutazione dell’impatto sociale a darci la misura del cambiamento delle condizioni di lavoro in Europa, in particolare per quanto riguarda le persone più vulnerabili o a rischio di emarginazione.

Fonte: Corriere Sociale