#AltaFrequenza. Progetto contro dispersione scolastica e povertà educativa

Come contrastare dispersione scolastica

 

Come contrastare la povertà educativa causata da abbandono e dispersione scolastica? #AltaFrequenza è il progetto per sperimentare una didattica alternativa e mettere in rete centri di aggregazione giovanile, scuole e servizi territoriali

 

#AltaFrequenza è…

► Un progetto per prevenire la dispersione scolastica con azioni di carattere culturale

► Una Rete che si propone di intervenire direttamente e individualmente in situazioni di disagio, abbandono scolastico ed esclusione già esistenti

► Un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile

 

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Cos’è l’abbandono scolastico?

L’abbandono scolastico precoce riguarda i giovani che lasciano gli studi con la sola licenza media, senza conseguire ulteriori titoli di studio o qualifiche professionali. Spesso, i ragazzi e le ragazze che abbandonano gli studi provengono da contesti sociali più difficili e da famiglie in difficoltà economica. Lasciare gli studi prima del tempo significa avere più difficoltà nel trovare un’occupazione stabile. Quindi, anche maggiori probabilità di ricadere nell’esclusione sociale.

 

Cos’è la dispersione scolastica?

La dispersione scolastica è un fenomeno di portata maggiore, all’interno del quale rientra quello dell’abbandono scolastico. Rientrano nella dispersione scolastica le interruzioni nel percorso di studi, l’evasione dell’obbligo di frequenza, i ritardi o il vero e proprio abbandono del ciclo formativo prima della sua conclusione. Può essere considerata dispersione scolastica anche l’ottenimento di un titolo di studi che non corrisponde alle reali competenze acquisite.

Fonte: Openpolis

 

Il progetto: cosa fare contro dispersione scolastica e povertà educativa?

#AltaFrequenza affronta la dispersione scolastica e la povertà educativa tra i ragazzi di 11-17 anni dei Municipi VII, IX, XI di Roma.

Ecco come…

Accademia popolare dell'Antimafia e dei Diritti  Sistema di intervento cittadino  3 poli educativi nei municipi VII, IX, XI

Laboratori di didattica alternativa  Scambio di buone pratiche  Percorsi individualizzati

 

Chi siamo?

Intorno ai progetti nati dalla L.285/97 sono nati dei “centri” anche in periferia. Centri di Aggregazione Giovanile, spazi intermedi tra scuola, casa e stradaLaboratori, doposcuola, progetti d’inclusione, e molto altro. Un mondo che Oasi ha voluto, già 5-3 anni fa, unire in una rete: la ReteCag. Per studiare, valorizzare, replicare, sostenere uno dei più efficaci esperimenti di welfare di comunità in Italia.

La partnership del progetto prende origine da quella ReteCag. Nasce lì l’amicizia e la stima tra un’associazione che ha la mission di migliorare il Welfare, OASI, e 5 associazioni e cooperative che gestiscono e hanno gestito dei Centri di Aggregazione Giovanile.

 

In questo gruppo abbiamo aggiunto un progetto ambizioso dell’Associazione daSud, l’Accademia Popolare dell’Antimafia e dei diritti, 6 scuole di tre dei municipi più difficili di Roma (VII, IX e XI), e il supporto di Municipio Roma IX e Regione Lazio.

 

Il partenariato di progetto è composto da…

Capofila: Associazione Oasi.
Partner: Arci Solidarietà; Associazione daSud; Cooperativa Diversamente; META; Cooperativa Sociale Le Rose Blu; Pontedincontro.
Scuole: I.C. Padre Romualdo Formato; I.C. Parco degli Acquedotti, I.C. via Santi Savarino; Istituto d’Istruzione Superiore Statale ‘Charles Darwin’; Istituto Scolastico Enzo Ferrari; Liceo scientifico Teresa Gullace Talotta.
Enti pubblici: Municipio IX – Roma Capitale; Regione Lazio.
Ente Valutatore: Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

 

Per saperne di più, leggi l’articolo Le Scuole di periferia ripartono dai “Centri”

 

Obiettivi

La partnership che ha dato vita al progetto vuole sia prevenire l’abbandono scolastico, con azioni di carattere culturale, che intervenire direttamente e individualmente in situazioni di disagio ed esclusione già esistenti.

Vogliamo vedere i ragazzi riappropriarsi dei propri spazi: la scuola e le periferie in cui vivono. Perché non abbandonino la prima e valorizzino le seconde. #AltaFrequenza mette in rete alcuni dei protagonisti della vita degli adolescenti di una grande Città come Roma.

 

Cosa fa #AltaFrequenza?

  • Realizza laboratori culturali basati sulla partecipazione come esercizio dei diritti sociali con l’Accademia dell’Antimafia e dei Diritti

  • Attiva 3 poli educativi territoriali: reti di cag, scuole e servizi pubblici che coinvolgeranno famiglie e comunità nel miglioramento dei servizi

  • Crea percorsi individualizzati di contrasto dell’abbandono scolastico

  • Sperimenta laboratori di didattica alternativa

  • Crea un sistema di intervento su misura per la città di roma

  • Facilita lo scambio di buone pratiche: gruppi di lavoro, visite e scambi con scuole e centri di aggregazione, per condividere esperienze e strumenti per il contrasto alla dispersione scolastica

 

Per conoscere le azioni nel dettaglio, leggi come vogliamo Sperimentare una scuola radicata sul territorio

 

Entriamo nel dettaglio delle azioni previste dal progetto per prevenire la dispersione scolastica…

 

Accademia Popolare dell’Antimafia e dei Diritti

Accademia Popolare dell’Antimafia e dei DirittiRecuperare spazi come la biblioteca dell’IIS Enzo Ferrari (Municipio VII di Roma) è uno dei modi attraverso i quali #AltaFrequenza sostiene lo sviluppo dell’Accademia Popolare dell’Antimafia e dei Diritti, un progetto dell’Associazione daSud. BiblioÀP è un nuovo grande polo culturale per la scuola, la periferia e la città. Ha aperto i battenti nel febbraio 2019. La biblioteca nel quartiere Cinecittà ha una sala lettura che ospiterà una sezione di libri sulle mafie e una di fumetti, una web radio degli studenti ed ospita eventi e laboratori per grandi e piccoli.

 

Come contribuisce l’Accademia Popolare dell’Antimafia e dei Diritti al progetto #AltaFrequenza?

 

Apprendimento esperienziale

Un’indagine preliminare sui bisogni educativi espressi dai ragazzi costituirà la base su cui costruire un modello logico per definire la sperimentazione in dettaglio e riconoscere le dinamiche del gruppo classe attraverso la metodologia dell’apprendimento esperienziale (outdoor training).

 

Laboratori, web radio e biblioteca

Attività di laboratorio si svilupperanno intorno alla biblioteca e alla web radio #RadiodaSud. La web radio è interamente realizzata dai ragazzi e dalle ragazze utenti del progetto. All’interno di questo macro-contenitore che metterà in rete centinaia di utenti (non solo i ragazzi a rischio dispersione scolastica), saranno sviluppate singole e specifiche attività laboratoriali legate al giornalismo (la cura del blog dell’accademia), musica, teatro, cinema.

 

Formazione dei docenti

L’intervento formativo, con la metodologia dell’apprendimento esperienziale (outdoor training) affronta gli aspetti legati alla percezione di se stessi nel contesto professionale, relativamente ai propri limiti e alle proprie risorse, per accompagnare i partecipanti a esplorare potenzialità poco conosciute e a sviluppare una comunicazione più efficace e funzionale.

 

Per saperne di più, scopri BiblioÀP – A Cinecittà una biblioteca a disposizione di tutti

 

Poli Educativi Territoriali

Poli educativi territoriali a RomaLaboratori e iniziative sul territorio animeranno i 3 poli educativi nati dalla collaborazione tra scuole, centri di aggregazione giovanile e servizi pubblici di ognuno dei 3 territori municipali e gli spazi recuperati nell’IIS Enzo Ferrari dall’Accademia Popolare dell’Antimafia e dei Diritti.

I poli educativi sono reti costituite da Centri di aggregazione giovanile, scuole e servizi pubblici che coinvolgeranno famiglie e comunità nello sviluppo di azioni di welfare comunitario. Con quale scopo? Promuovere lo sviluppo di una comunità auto-educante. Insieme a scuola e CAG si programmeranno laboratori utili per integrare la dimensione didattica con quella culturale e aggregativa.

 

In particolare, cosa si fa nei poli educativi territoriali?

 

Pianificazione e programmazione congiunta

Organizzazioni, comitati locali, singole persone, gruppi informali, programmeranno insieme attività e laboratori attraverso gruppi di lavoro, accordi, protocolli. Con quale scopo? Ideare e sperimentare risposte innovative ai nuovi bisogni; aiutare istituzioni ed organizzazioni ad apprendere da questa esperienza progettuale; costruire momenti di formazione, riflessione interna alle professioni e sviluppo di nuovi saperi, nuovi strumenti e nuove metodologie.
Una progettazione che è, allo stesso tempo, una ricerca-intervento che restituisca elementi per la programmazione di servizi e lettura del territorio. Contro l’abbandono scolastico, in modo particolare.

 

3 eventi culturali ogni anno

Un appuntamento all’anno per ogni territorio municipale di riferimento dei poli. Si tratta di eventi in cui converga la produzione culturale nata nei Poli Educativi attraverso i laboratori basati sulla partecipazione come esercizio dei diritti sociali.
Un’opportunità di incontro tra la rete territoriale e la cittadinanza.

 

Laboratori

Laboratori per l’apprendimento e la sperimentazione di competenze trasversali, come lo sviluppo delle capacità di garantire un impegno continuativo, lavorare in gruppo e in autonomia, assumersi piccole responsabilità. Attività che danno spazio alla creatività dello studente e promuovono lo sviluppo della consapevolezza in merito alle proprie competenze e difficoltà, all’origine del rischio di abbandono scolastico. I laboratori saranno anche spazi di socializzazione e incontro.

Quali metodologie prevedono i laboratori? “Sostegno tra pari” o peer education saranno utilizzate per consentire la trasmissione delle conoscenze attraverso percorsi mutuali. Il cooperative learning (relazione e cooperazione del gruppo) sarà utile per la costruzione di rapporti di interdipendenza fra i componenti del gruppo, mettendo in atto comportamenti che facilitino il conseguimento di obiettivi comuni tra pari, favorendo la capacità di socializzazione.

Gli strumenti utilizzati durante il percorso laboratoriale saranno legati ad argomenti curriculari, riportati in una dimensione relazionale, ludica, esperienziale, più vicina a quella del mondo degli adolescenti, riservando sempre un’attenzione particolare alla singolarità e all’unicità dell’individuo.

 

Orientare e informare le famiglie

Servizi per le famiglie che soddisfino i bisogni rilevati attraverso le seguenti misure:
Consulenze educative, informazioni sulle opportunità di accesso ai servizi, alle leggi/contributi in sostegno alla famiglia
-Promozione del confronto costruttivo tra le famiglie che le aiuti a superare il senso di isolamento e favorisca lo scambio di idee, emozioni e l’individuazione di percorsi comuni
-Costruzione di un questionario per la rilevazione dei bisogni e delle risorse al fine di orientare le future azioni
-Organizzazione di 7 incontri formativi su temi di interesse comune espressi dalle famiglie.

 

Partecipazione dei minori alla vita sociale, politica e culturale

Favorire la partecipazione dei minori e dei giovani alla vita sociale, politica e culturale del loro territorio per costruire cittadini attivi garantendo loro conoscenze, competenze e capacità necessarie a contribuire allo sviluppo e al benessere della società in cui vivono. La Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente (2006) delinea le otto competenze chiave, tra cui quelle sociali e civiche, che il progetto vuole far sviluppare ai ragazzi.

 

Gestione del quartiere e condivisione di spazi pubblici

Un’attività di gestione del quartiere e condivisione di spazi pubblici sarà improntata attraverso gruppi informali di promozione e autogestione. Un intervento di mediazione sociale sul territorio, tramite l’attivazione di un Laboratorio aperto all’interno di ciascun polo educativo territoriale. Uno spazio fisico che favorisca la costituzione di «luoghi di conversazioni» tra i diversi attori del progetto, al fine di mobilitare le risorse emotive e cognitive di ciascun attore coinvolto nel contrasto dell’abbandono scolastico.

 

Per saperne di più, scopri come si è sviluppato il Polo educativo territoriale nel Municipio IX

 

Come funzionano i percorsi individualizzati?

Percorsi individualizzati contro la dispersione scolasticaIn ognuno dei 3 territori municipali in cui si svolge il progetto stiamo identificando 15 ragazzi a rischio dispersione scolastica. Ogni ragazzo avrà un Piano individualizzato. Un documento nel quale sarà tracciato un percorso tutto suo, costruito in base alle proprie specifiche particolarità ed esigenze. Una strada in cui sarà accompagnato per arrivare al raggiungimento dei propri obiettivi.

Il percorso può prevedere diverse azioni per contrastare l’abbandono scolastico: sostengo allo studio, orientamento nelle scelte riguardanti il futuro scolastico o lavorativo, tutoring, consulenza individuale e di gruppo, corsi di italiano, tirocini, borse lavoro e accompagnamento alla socializzazione con i coetanei.

In base ai bisogni educativi individuati per ogni Piano, le attività potranno realizzarsi nella scuola in orario scolastico o extrascolastico (ad esempio in caso di necessità di supporto per il mantenimento della frequenza scolastica considerata a rischio) o in strutture extrascolastiche quali i CAG (nel caso di minori in evasione scolastica conclamata, per i quali si ravvedesse la necessità di periodi “cuscinetto” di inserimento extrascolastico prima del rientro a scuola).

 

Patti per motivare gli studenti

All’interno dei Piani potranno essere inclusi specifici Patti. Uno strumento rafforzare la motivazione alla partecipazione dei minori e delle loro famiglie, ma anche per promuovere concreti percorsi di presa in carico territoriale. I patti potranno includere benefit legati al raggiungimento degli obiettivi, come servizi per la genitorialità e possibilità per i ragazzi di partecipare a eventi cittadini desiderati, come concerti, mostre ecc.

 

Per saperne di più, scopri i Percorsi individualizzati contro la dispersione scolastica

 

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