Disabili, “Dopo di noi”: le linea guida nella Regione Lazio

La delibera 454/2017 attua la legge nazionale 112/2016 e delinea il riparto delle risorse previste dal Fondo nazionale

La Giunta Zingaretti ha approvato il Piano regionale sul “Dopo di noi”. Con questa delibera la Regione Lazio fissa le modalità operative di attuazione della legge 112/2016 sull’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare e ripartisce agli ambiti territoriali le risorse del nuovo Fondo nazionale per il “Dopo di noi” trasferite al Lazio, che ammontano a 9,1 milioni di euro.

Secondo quanto stabilito dal Piano, la Regione trasferirà a Roma Capitale e agli altri 17 ambiti sovradistrettuali 7,7 milioni di euro, che saranno destinati a percorsi programmati di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine e per la (5,5 milioni), a programmi per favorire l’autonomia delle persone con disabilità grave e una migliore gestione della vita quotidiana (1,5 milioni), per interventi di supporto alla domiciliarità in soluzioni alloggiative (400mila euro) e per interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extra-familiare (300mila euro).

Le risorse residue del Fondo (1,4 milioni) rimarranno invece alla Regione per la realizzazione delle soluzioni alloggiative per i disabili privi di sostegno familiare (case famiglia, gruppi-appartamento, co-housing) e per il sostegno alle forme di mutuo aiuto tra persone con disabilità.

“Con il nuovo Piano regionale il Dopo di noi diventà realtà anche nel Lazio”, spiega l’assessore alle Politiche sociali, sport e sicurezza Rita Visini.

Per l’assessore “si tratta di dare attuazione a una legge di civiltà e di assicurare alle persone con disabilità rimaste senza famiglia la continuità di cura, la dignità e l’autonomia. Il Piano regionale punta con forza sulla deistituzionalizzazione e sulla realizzazione di progetti di assistenza personalizzati basati su una valutazione multidimensionale. La direzione è quella dell’integrazione tra servizi sociali e sanitari, così come stabilito dalla riforma regionale del welfare approvata lo scorso anno”.

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