In Italia le strutture residenziali e semiresidenziali, sia pubbliche che private, sono circa 5 mila, per un totale di oltre 265 mila posti letto e per oltre il 40% si tratta di Case di riposo. A fare il quadro italiano sulle residenze per la terza età è il Sindacato pensionati italiani e la Funzione pubblica della Cgil riunite lo scroso 18 gennaio presso Centro Congressi Frentani in una giornata di studio sulle residenze per anziani.
Lo studio del sindacato premette alcuni dati di carattere generale: gli anziani in Italia superano i 12 milioni. Di questi sono circa 3 milioni le persone comprese tra gli 80 e gli 89 anni. Circa 440 mila sono, invece, gli ultra 90enni. Le persone over 65 anni sono per il 58% donne contro il 42% di uomini. Si ipotizza che la percentuale di anziani in Italia sarà del 24%. La percentuale è destinata a salire ulteriormente e nel 2051 sarà di oltre il 34%.
Secondo stime ufficiali ad oggi circa 2,7 milioni di anziani sono parzialmente o del tutto non autosufficienti. Anche questo dato però risulta essere in crescita e nel 2015 queste persone arriveranno ad essere 3 milioni.
L’indagine ha monitorato 564 strutture residenziali e 82 semiresidenziali, per un totale di 646 unità distribuite su tutto il territorio nazionale. Delle strutture analizzate, il 43% è costituito da Case di riposo, il 27% da Residenze sanitarie assistenziali (Rsa), il 10% da Comunità alloggio, il 4% da Centri residenziali, il 3% da Case albergo e il 2% da Case famiglia. La rilevazione dei centri diurni semiresidenziali è stata, invece, accorpata in tre aree. La prima riguarda strutture per anziani fragili (54%), la seconda i Centri territoriali rivolti ad utenti anziani con Alzheimer (43%) mentre la terza un insieme di tipologie di altri centri con il 3%.
Fonte: affaritaliani.libero.it


