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	<title>Associazione Oasi</title>
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	<description>Organizzazione per l&#039;assistenza ai servizi e agli interventi sociali</description>
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		<title>In mostra al Centro cittadino per le migrazioni “Punto di fuga. Roma vista dalla prospettiva di chi chiede asilo”</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 14:51:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Programma integra invita alla presentazione della mostra fotografica “Punto di fuga” che si terrà l’8 marzo 2012 a Roma presso il Centro cittadino per le migrazioni, l’asilo e l’integrazione sociale in via Assisi 41 alle ore 16,30. Durante l’evento sarà possibile acquistare i prodotti del progetto REFUGEE scART, tanti oggetti realizzati con plastica riciclata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="via la sito" href="http://www.programmaintegra.it/modules/news/article.php?storyid=6434" target="_blank">Programma integra</a> invita alla presentazione della mostra fotografica “Punto di fuga” che si terrà l’8 marzo 2012 a Roma presso il Centro cittadino per le migrazioni, l’asilo e l’integrazione sociale in via Assisi 41 alle ore 16,30. Durante l’evento sarà possibile acquistare i prodotti del progetto REFUGEE scART, tanti oggetti realizzati con plastica riciclata da rifugiati.</p>
<p>Il progetto Punto di fuga, ideato e promosso dall’associazione <a title="" href="http://www.liberinantes.org/" rel="external" target="_blank">Liberi Nantes A.S.D.</a> con il supporto tecnico-artistico di <a title="" href="http://www.shoot4change.net/?p=5671" rel="external" target="_blank">Shoot4Change</a>, ha coinvolto un gruppo di rifugiate e richiedenti asilo ospiti a Roma della Casa di Giorgia, struttura di accoglienza che fa capo al <a title="" href="http://www.centroastalli.it/" rel="external" target="_blank">Centro Astalli</a>. Attraverso i loro occhi e i loro scatti prende forma la Roma dei migranti forzati, dei loro stupori, delle loro fragilità e delle loro speranze.</p>
<div><em>Da un punto di vista, si individua un punto di fuga.<br />
Da un punto di fuga, una prospettiva.<br />
Da ogni prospettiva si vede il mondo con occhi diversi</em>.</div>
<p>In occasione della giornata internazionale delle donne, daremo spazio alle donne rifugiate, al loro sguardo sulla città che le ospita, “un punto di vista non scontato”, come l’ha definito Antonio Amendola di Shoot4Change. Del progetto e delle iniziative a favore di richiedenti e titolari di protezione internazionale, ne parleranno insieme a Valentina Fabbri, coordinatrice di Programma integra, Gianluca Di Girolami, Liberi Nantes, Berardino Guarino, Centro Astalli, Antonio Amendola, Shoot4Change.</p>
<p>La mostra rimarrà esposta presso il Centro cittadino per le migrazioni, l’asilo e l’integrazione sociale fino al 30 marzo 2012 da lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 18,00.</p>
<p>L’8 marzo, in occasione della presentazione, sarà possibile acquistare i prodotti del <a title="" href="http://www.programmaintegra.it/modules/smartsection/item.php?itemid=640" rel="external" target="_blank">progetto REFUGEE scART</a> [Spostamenti Coraggiosi Aiutando Riciclo Terra]. “Un’idea semplice – l’ha definita Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – e di grande utilità sociale: si ripuliscono le strade dalla plastica e si riciclano i materiali di scarto generando lavoro che permette ai rifugiati di rifarsi una vita”.</p>
<p>Il Centro cittadino si colorerà di collane, orecchini, borse, sottopiatti, portapane, segnalibri, tutti realizzati con plastica riciclata da rifugiati grazie al progetto promosso da Spiral Foundation, Centro Astalli, Laboratorio 53 con il patrocinio dell’Unhcr.</p>
<p>Di REFUGEE scART ha detto Erri De Luca: “In un locale offerto dalla solidarietà pura una squadra di rifugiati raccoglie plastica buttata via e la trasforma in oggetti utili e anche belli. Un laboratorio di pochi utensili dà scopo, dignità e valore alle loro mani buone a tutto. In un solo mese Spiral Foundation ha aperto un&#8217;altra breccia nel muro dell&#8217;isolamento facendo circolare l&#8217;aria fresca della fraternità. Progetti come REFUGEE scART sono atti di fraternità che suscitano imitazione ed entusiasmo e realmente trasformano la società&#8221;.</p>
<p>Per informazioni:<br />
Centro cittadino per le migrazioni, l’asilo e l’integrazione sociale &#8211; Programma integra<br />
Via Assisi, 41 – 00181 Roma<br />
tel. 06.7885.0299 &#8211; 06.7835.9839<br />
e-mail: <a title="comunicazione@programmaintegra.it" href="mailto:comunicazione@programmaintegra.it">comunicazione@programmaintegra.it</a></p>
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		<title>Sostegno a distanza, quasi 100 milioni raccolti nel 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:32:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono di 372.904.853 euro le entrate dichiarate alla fine del 2010 dalle organizzazioni non profit per finalità internazionale, di questi 98.279.032 sono quelle derivanti dal contributo dei cittadini per il sostegno a distanza (il 26% sul totale). Lo dice uno studio dell&#8217;Agenzia del Terzo settore, presentato lo scorso 21 febbraio a Roma, che ha l&#8217;obiettivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono di 372.904.853 euro le entrate dichiarate alla fine del 2010 dalle organizzazioni non profit per finalità internazionale, di questi 98.279.032 sono quelle derivanti dal contributo dei cittadini per il sostegno a distanza (il 26% sul totale). Lo dice uno studio dell&#8217;Agenzia del Terzo settore, presentato lo scorso 21 febbraio a Roma, che ha l&#8217;obiettivo di delineare un quadro informativo completo sul sostegno a distanza. In tutto sono 111 le Onp coinvolte nella rilevazione: la maggior parte si trova nel Nord Italia (soprattutto in Lombardia), mentre un altro gruppo significativo è presente nella provincia di Roma. &#8220;Le Onp in questione, pur non rappresentando l&#8217;intero universo delle organizzazioni attive in Italia nel settore del sostegno a distanza (SaD), possono essere considerate significativamente rappresentative del panorama associativo italiano &#8211; spiega il rapporto &#8211; in virtù della loro storia, della riconosciuta esperienza, della notorietà e del peso economico di buona parte delle stesse&#8221;. Per quanto riguarda le risorse umane operanti nel settore SaD all&#8217;interno delle 111 Onp in questione, risulta che il 78,8 % delle persone attive è volontario, mentre solo il 9,9% è costituito da personale dipendente. L&#8217;11,3% è classificato come &#8220;altro&#8221;, si fa riferimento cioè a soggetti diversi quali: collaboratori, consulenti, persone in servizio civile. La figura femminile prevale sia tra i dipendenti (68%) che tra i volontari (59%). Dai dati risulta che i proventi complessivi derivanti dal SaD sono allo stato attuale una delle molteplici componenti dei proventi totali, nonostante che fra le organizzazioni presenti nell&#8217;elenco circa la metà abbia dichiarato che il sostegno a distanza è l&#8217;attività prevalente o principale. &#8220;Questo elemento potrebbe significare che il SaD rappresenta un settore molto specifico all&#8217;interno del più ampio ventaglio di attività della solidarietà internazionale &#8211; si legge nell&#8217;indagine &#8211; un segmento ben distinto e di valore, che tuttavia per alcune Onp non risulta essere lo strumento determinante&#8221;. Nello specifico emerge che per 34 Onp i proventi derivanti dal SaD rappresentano meno del 20% del totale delle entrate (SaD marginale); per altre 34 l&#8217;apporto SaD incide tra il 21% e il 49% (SaD secondario). Il SaD è prevalente (incide tra il 51% e l&#8217;80%) per 28 Onp ed è principale per altre 15 per le quali esso rappresenta oltre l&#8217;80% delle entrate complessive.<br />
Dalla dichiarazione relativa ai proventi e ai ricavi totali, le Onp sono state classificate per dimensione economica in quattro categorie: piccole (per un totale di 39 Onp con entrate totali annue inferiori ai 250.000 di euro); medie (30 Onp con entrate annue comprese tra 250.000 e 1 milione di euro); grandi (33 Onp con entrate totali annue comprese tra un milione e 10 milioni di euro) e &#8220;big&#8221; (9 Onp con entrate totali annue superiori ai 10 milioni di euro). La maggioranza delle Onp adotta quale strumento di accountability il bilancio di esercizio (79%), mentre il rendiconto gestionale è adottato dal 23%. Il 40% redige anche il bilancio sociale. L&#8217;89,8% delle organizzazioni è in grado di evidenziare nei documenti contabili le entrate e le uscite derivanti esclusivamente dal settore SaD.<br />
Per quanto riguarda la quota media annua richiesta ai sostenitori per l&#8217;attivazione di ogni sostegno, i dati raccolti indicano che tale quota varia da un minimo di 225 euro a un massimo di 338, con una media stimata di 282 euro. Come modalità di pagamento delle quote SaD si conferma predominante l&#8217;uso del bollettino postale (45,7%). La seconda modalità utilizzata risulta essere il bonifico bancario (42,1%). Risultano invece di carattere marginale le forme di pagamento maggiormente automatizzate o strumenti prettamente commerciali (carta di credito). &#8220;Se da un lato queste scelte possono essere interpretate come una preferenziale predisposizione del cittadino ad essere attore esclusivo della sua solidarietà, andando di persona a versare la propria quota, dall&#8217;altro questo risultato si potrebbe leggere come rifiuto a ricorrere a quegli strumenti che, pur semplificando la vita dei cittadini, delegano alle Onp o ad altri intermediari il compito di gestire la generosità e la solidarietà dei privati, trasformando il gesto solidale in uno dei tanti automatismi della nostra quotidianità. Potrebbe esserci, infine, anche una certa ritrosia ad abbandonare la via vecchia per strade più moderne e telematiche dovuta a scarsa conoscenza, poca familiarità o diffidenza&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a title="vai all'articolo" href="http://www.direnews.it/newsletter_minori/anno/2012/febbraio/21/?news=13" target="_blank">Agenzia Dire</a></p>
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		<title>“Aprite quelle porte”: al via la campagna Spi-Cgil per la dignità degli anziani</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 14:03:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aprire le strutture residenziali ai controlli per verificare le condizioni in cui vengono assistiti gli ospiti, per accertare la qualità dei servizi e per smascherare una ad una tutte le “case di riposo lager” dove gli anziani subiscono maltrattamenti e abusi. E’ questo il fine della campagna nazionale che lo Spi-Cgil ha lanciato lo scorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aprire le strutture residenziali ai controlli per verificare le condizioni in cui vengono assistiti gli ospiti, per accertare la qualità dei servizi e per smascherare una ad una tutte le “case di riposo lager” dove gli anziani subiscono maltrattamenti e abusi.<br />
E’ questo il fine della campagna nazionale che lo Spi-Cgil ha lanciato lo scorso 21 febbraio dal titolo “Aprite quelle porte. No alle case prigione per gli anziani”.<br />
Una campagna per il rispetto e la dignità delle persone anziane con cui il sindacato dei pensionati della Cgil chiede che le strutture siano aperte 24 ore su 24 ma anche per sollecitare tutti gli operatori del settore, i parenti e le istituzioni a segnalare i casi di violenze ai danni di chi vi risiede.<br />
Tutte le segnalazioni potranno essere inviate all’indirizzo mail <a>apritequelleporte@spi.cgil.it</a> oppure per posta presso la sede nazionale dello Spi-Cgil in Via dei Frentani 4/a 00185 Roma.<br />
“C’è bisogno di una grande iniziativa sulle condizioni di vita nelle strutture residenziali – ha dichiarato il segretario generale Spi-Cgil Carla Cantone – per rimettere al centro i bisogni della persona e il diritto degli anziani ad essere assistiti e curati nel modo migliore”.<br />
“Queste strutture – ha continuato Cantone – non possono essere considerate dei parcheggi per anziani in attesa del fine vita ma devono essere residenze in cui possano vivere un’esistenza dignitosa e il più possibile serena”.<br />
“Chiediamo a tutti – ha concluso il segretario generale Spi-Cgil – di vigilare su eventuali casi di abusi e maltrattamenti e di segnalarli perché nel nostro paese non vi siano più case di riposo lager”.</p>
<p>Fonte: <a title="Aprite quelle porte" href="http://www.spi.cgil.it/" target="_blank">www.spi.cgil.it</a></p>
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		<title>Razzismo: per il Consiglio d&#8217;Europa aumenta efficacia ed autonomia dell&#8217;UNAR</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 13:48:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[UNAR imparziale, autonomo, sempre più attivo ed efficace. E’ l’importante riconoscimento che viene dalla Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza, l’organismo indipendente del Consiglio d’Europa nell’ambito del IV Rapporto sullo stato delle discriminazioni razziali in Italia. “In questi ultimi anni – si legge nel Rapporto dell’ECRI – l’UNAR ha notevolmente sviluppato le proprie attività, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>UNAR imparziale, autonomo, sempre più attivo ed efficace. E’ l’importante riconoscimento che viene dalla Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza, l’organismo indipendente del Consiglio d’Europa nell’ambito del IV Rapporto sullo stato delle discriminazioni razziali in Italia.<br />
“In questi ultimi anni – si legge nel Rapporto dell’ECRI – l’UNAR ha notevolmente sviluppato le proprie attività, diventando più attivo e visibile. Grazie al suo lavoro e ad iniziative congiunte condotte con le Prefetture interessate, un certo numero di ordinanze comunali ritenute discriminatorie sono state annullate, mentre sono raddoppiati i finanziamenti come pure il personale del Contact Center”.<br />
“La commissione indipendente del Consiglio d’Europa – ha dichiarato il Direttore dell’UNAR Massimiliano Monnanni – ha riconosciuto nel Rapporto che l’attuale management dell’UNAR ha posto in risalto l’autonomia e l’imparzialità dell’Ufficio e che in pratica l’UNAR ha saputo chiedere ed ottenere l’annullamento anche di misure discriminatorie adottate a livello nazionale, ossia dallo stesso Governo, come nei casi dei cosiddetti “Buoni vacanze”, del “Fondo Mecenati” e del “Servizio Civile” rispetto al quale il proprio parere giuridico, poi confermato dalla sentenza del Tribunale di Milano, era di contenuto contrario a quello emanato dallo stesso Ufficio nazionale per il Servizio Civile della Presidenza del Consiglio”.<br />
La Commissione ECRI del Consiglio d’Europa, nel concludere il proprio Rapporto rivolge poi tre prioritarie raccomandazioni al Governo Italiano, di cui la prima relativa proprio all’UNAR, per il quale, dopo aver espresso grande apprezzamento per i positivi risultati raggiunti nell’ultimo biennio da dal punto di vista dei risultati organizzativi ed operativi, se ne chiede un ulteriore rafforzamento sia in termini di risorse umane e finanziarie, che dal punto di vista giuridico, prevedendone l’ampliamento formale dell’operatività a tutti gli altri ambiti discriminatori e l’innalzamento del livello di autonomia finanziaria ed amministrativa.<br />
“L’UNAR – ha aggiunto il Direttore Monnanni riferendosi al Rapporto ECRI nella sua globalità – forte dell’inedito apprezzamento espresso dall’ECRI per l’opera svolta dal 2009 ad oggi, si impegna fin d’ora a mettere al centro della propria attività i contenuti del Rapporto, proseguendo con ancor maggior vigore il proprio essenziale ruolo di vigilanza e di contrasto alle discriminazioni razziali nel nostro Paese, innanzitutto a partire dalla condizione dei Rom e dei Sinti, su cui come Punto di contatto nazionale, stiamo per varare in questi giorni la Strategia di inclusione prevista dall’Unione europea e che va proprio nel senso indicato da ECRI stesso”.<br />
Fonte: <a title="vai alla notizia" href="http://93.63.216.212/unar/News.aspx?idNews=1735" target="_blank">UNAR</a></p>
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		<title>Conferenza Nazionale &#8220;CRESCE IL WELFARE, CRESCE L&#8217;ITALIA&#8221; &#8220;Analisi e proposte per il welfare del XXI secolo&#8221;</title>
		<link>http://www.oasisociale.it/news/conferenza-nazionale-cresce-il-welfare-cresce-litalia-analisi-e-proposte-per-il-welfare-del-xxi-secolo.html</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 07:37:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Numerose organizzazioni del terzo settore promuovono la due giorni: &#8220;Cresce il Welfare, cresce l&#8217;Italia&#8221; &#8220;Analisi e proposte per il welfare del XXI secolo&#8220;, che si svolge a Roma giovedì 1 marzo e venerdì 2 marzo 2012 presso il Centro Congressi Frentani, via dei Frentani 4. I promotori dell’iniziativa considerano non più sostenibile una prospettiva che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Numerose organizzazioni del terzo settore promuovono la due giorni:</p>
<p>&#8220;<strong>Cresce il Welfare, cresce l&#8217;Italia</strong>&#8221; &#8220;<strong>Analisi e proposte per il welfare del XXI secolo</strong>&#8220;, che si svolge a Roma <strong>giovedì 1 marzo e venerdì 2 marzo 2012</strong> presso il Centro Congressi Frentani, via dei Frentani 4.</p>
<p>I promotori dell’iniziativa considerano non più sostenibile una prospettiva che veda nel welfare un mero costo, un freno alla crescita economica. Piuttosto, invitano gli attori politici, economici e sociali a ragionare insieme su un nuovo patto per il sociale, una nuova idea di responsabilità collettiva, che tenga insieme libertà e uguaglianza; sviluppo economico, sviluppo sociale, giustizia redistributiva.</p>
<p>Le adesioni al 1 febbraio 2012:<br />
Agricoltura Capodarco, Aiab, Alpa, Alternative europee, Altramente, Antigone, Anpas, Arci, Arciragazzi, Associazione Nuovo Welfare, Associazione Servizi Nuovi, Assifero, Auser, Campagna Batti il cinque, Campagna I diritti alzano la voce, Campagna Sbilanciamoci!, Cgil, Cilap-Eapn Italia, Cnca, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Convol, Federconsumatori, Fish, Forum nazionale dell’agricoltura sociale, Forum nazionale salute mentale, Gruppo Abele, Gruppo solidarietà, Inca, Ires, Legacoopsociali, Libera, Movi, Movimento federalista europeo, Osservatorio Europa, Psichiatria democratica, Rete fattorie sociali, la Rivista delle politiche sociali, Sos Sanità, Spi Cgil, Uisp, Unasam.</p>
<p>Clicca qui per scaricare il <div class='documentIcons'><div class='documentIcons_icon'><a href='http://www.oasisociale.it/wp-content/uploads/2012/02/Programma-cresce-welfare-cresce-italia_1-2-marzo.doc'><img src='http://www.oasisociale.it/wp-content/plugins/attachment-file-icons/mime/doc-icon.png'/></a></div><div class='documentIcons_link'><a href='http://www.oasisociale.it/wp-content/uploads/2012/02/Programma-cresce-welfare-cresce-italia_1-2-marzo.doc'>programma</a></div></div><div class='clear'></div> e la <div class='documentIcons'><div class='documentIcons_icon'><a href='http://www.oasisociale.it/wp-content/uploads/2012/02/Presentazione_1-2-marzo-2012.doc'><img src='http://www.oasisociale.it/wp-content/plugins/attachment-file-icons/mime/doc-icon.png'/></a></div><div class='documentIcons_link'><a href='http://www.oasisociale.it/wp-content/uploads/2012/02/Presentazione_1-2-marzo-2012.doc'>presentazione</a></div></div><div class='clear'></div></p>
<p>Fonte: <a title="CONFERENZA NAZIONALE &quot;CRESCE IL WELFARE, CRESCE L'ITALIA&quot; &quot;ANALISI E PROPOSTE PER IL WELFARE DEL XXI SECOLO&quot;" href="http://www.forumterzosettore.it/?action=news&amp;cat=0&amp;id=814" target="_blank">www.forumterzosettore.it</a></p>
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		<title>Lgbt, molte discriminazioni in Italia. I dati dell’Unar</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 09:27:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Italia aumentano i casi di discriminazione fondata su orientamento sessuale e identità di genere.  Secondo il direttore dell’Unar, Massimiliano Monnanni, servono leggi e l’inserimento nella cornice tracciata dalle raccomandazioni del Consiglio d’Europa. In Italia aumentano i casi di discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. “Su mille istruttorie fatte dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In Italia aumentano i casi di discriminazione fondata su orientamento sessuale e identità di genere.  Secondo il direttore dell’Unar, Massimiliano Monnanni, servono leggi e l’inserimento nella cornice tracciata dalle raccomandazioni del Consiglio d’Europa.</em></p>
<p>In Italia aumentano i casi di discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. “Su mille istruttorie fatte dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali nel 2011, oltre il 12% ha riguardato discriminazioni diverse da quelle etniche e razziali, vale a dire soprattutto orientamento sessuale e disabilità” ha detto Massimiliano Monnanni, direttore dell’Unar, sottolineando che non si tratta di sole segnalazioni, “ma di casi documentati di discriminazione”. Secondo Monnanni “se per la disabilità almeno ci sono dei diritti sanciti per legge che spesso non vengono attuati per la carenza di risorse, sulle discriminazioni dovute a orientamento sessuale e identità di genere, c’è carenza in ambito di normativa”.<br />
Le discriminazioni hanno riguardato soprattutto linguaggi offensivi sui media, con molti stereotipi sull’omosessualità e la transessualità. “A fronte delle raccomandazioni varate dal Consiglio d’Europa, non esiste una legge in tal senso – continua il direttore dell’Unar – altri due focus sono il problema delle discriminazioni sui luoghi di lavoro e la sensibilizzazione dei datori di lavoro”. Ed è questo il tema al centro della conferenza di oggi dal titolo “Contrasto alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, organizzata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con rappresentanti del Consiglio d’Europa.<br />
“Dal 2010 in poi ci siamo aperti al contrasto alle altre discriminazioni, non solo quelle etniche e razziali, in ottica europea – spiega Monnanni – la strategia dell’Unar va in una cornice internazionale del Consiglio d’Europa e l’Italia è il primo dei Paesi storici dell’Unione europea ad aderire al progetto del Consiglio d’Europa sul contrasto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Serve per cambiare il quadro di riferimento culturale”.</p>
<p>Fonte: <a title="vai al sito" href="http://www.dirittiglobali.it/index.php?view=article&amp;catid=37:osservatorio-razzismo&amp;id=28318:lgbt-molte-discriminazioni-in-italia-i-dati-dellunar&amp;format=pdf&amp;ml=2&amp;mlt=yoo_explorer&amp;tmpl=component" target="_blank">dirittiglobali.it</a></p>
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		<title>Seconda indagine nazionale sulla condizione sociale degli anziani</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 09:10:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Crisi economica e manovre finanziarie: quali effetti sulla vita degli over 65 Roma, 22 febbraio  2012  &#8211; ore 11:00 Centro Convegni Carte Geografiche &#8211; Via Napoli, 36 Sono gli anziani i più colpiti dalla crisi economica e dalle  manovre finanziarie varate dal vecchio e dal nuovo governo.  La stangata  graverà per il 2012 per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Crisi economica e manovre finanziarie: quali effetti sulla vita degli over 65<br />
Roma, 22 febbraio  2012  &#8211; ore 11:00<br />
Centro Convegni Carte Geografiche &#8211; Via Napoli, 36</p>
<p>Sono gli anziani i più colpiti dalla crisi economica e dalle  manovre finanziarie varate dal vecchio e dal nuovo governo.  La stangata  graverà per il 2012 per la maggior parte sulle loro spalle. Si calcola un aumento della spesa fino al 5% per abitazione e consumi energetici, con conseguente contrazione di altri capitoli di spesa come tempo libero, abbigliamento e alimentazione.  Con l’introduzione anticipata dell’Imu  e la rivalutazione delle rendite catastali i redditi degli anziani saranno fortemente penalizzati,  particolarmente colpiti saranno quelli che  vivono soli.<br />
Inoltre le agevolazioni regionali e comunali sulle imposte  e sulle tariffe, non tengono conto in modo adeguato dei redditi e delle specificità degli anziani.</p>
<p>Introduce:<br />
Michele Mangano, Presidente Nazionale Auser<br />
Presenta il Rapporto:<br />
Francesco Montemurro, Direttore Ires “Lucia Morosini&#8221;</p>
<p>Fonte: <a title="Vai al sito" href="http://www1.auser.it/IT/HomePage/" target="_blank">Auser</a></p>
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		<title>Corso di formazione sulle malattie rare</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:03:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Associazione CO.GE.MA.R. ONLUS (COORDINAMENTO GENITORI PER LE MALATTIE RARE) informa che, in attuazione di quanto stabilito nel protocollo d’intesa siglato con ROMA CAPITALE, sono aperte le iscrizioni al “CORSO DI FORMAZIONE SULLE MALATTIE RARE” in programmazione dal  20 febbraio 2012 presso l’Istituto delle Suore Rosminiane sito in Via Aurelia, 773 – Roma. Il corso è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>L’Associazione CO.GE.MA.R. ONLUS (COORDINAMENTO GENITORI PER LE</span><span> MALATTIE</span><span> RARE) informa che, in attuazione di quanto stabilito nel protocollo</span><span> d’intesa</span><span> siglato con ROMA CAPITALE, sono aperte le iscrizioni al “CORSO DI</span><span> FORMAZIONE SULLE MALATTIE RARE” in programmazione dal  20 febbraio</span><span> 2012 presso l’Istituto delle Suore Rosminiane sito in</span><span> Via Aurelia, 773 – Roma.</span></p>
<p><span>Il corso è destinato a medici di famiglia, infermieri, assistenti</span><span> sociali,</span><span> psicologi, personale amministrativo del Comune e delle ASL, familiari e</span><span> volontari.</span></p>
<p><span>L’obiettivo del corso è “ampliare la conoscenza, specializzare la</span><span> competenza, migliorare la qualità di vita dei soggetti coinvolti”.</span></p>
<p><span>Il corso è totalmente gratuito e si svolgerà in sei giornate (sempre</span><span> di</span><span> lunedì) dal 20 febbraio al 26 marzo 2012. Alla fine del corso sarà</span><span> rilasciata la relativa attestazione di partecipazione.</span></p>
<p><span>Clicca qui per scaricare la <div class='documentIcons'><div class='documentIcons_icon'><a href='http://www.oasisociale.it/wp-content/uploads/2012/02/brochure.pdf'><img src='http://www.oasisociale.it/wp-content/plugins/attachment-file-icons/mime/pdf-icon.png'/></a></div><div class='documentIcons_link'><a href='http://www.oasisociale.it/wp-content/uploads/2012/02/brochure.pdf'>brochure</a></div></div><div class='clear'></div> </span></p>
<p><span>Per ulteriori informazioni</span><span>  <a href="http://www.cogemaronlus.it/" target="_blank">www.cogemaronlus.it</a><br />
</span></p>
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		<title>Sussidi di disoccupazione. Istat: rallenta l’incremento dei beneficiari</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:27:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rallenta l’incremento del numero di beneficiari dei sussidi di disoccupazione negli ultimi tre anni. A tracciare un quadro delle politiche di sostegno al reddito è il Rapporto sulla Coesione sociale pubblicato lo scorso 13 febbraio da Inps, Istat e ministero del Lavoro. Secondo lo studio, il numero medio di beneficiari dei sussidi di disoccupazione non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rallenta l’incremento del numero di beneficiari dei sussidi di disoccupazione negli ultimi tre anni. A tracciare un quadro delle politiche di sostegno al reddito è il Rapporto sulla Coesione sociale pubblicato lo scorso 13 febbraio da Inps, Istat e ministero del Lavoro. Secondo lo studio, il numero medio di beneficiari dei sussidi di disoccupazione non agricola con requisiti ordinari e speciale edile ha mostrato un notevole incremento nel 2009 (+66,9% rispetto all’anno precedente) per poi crescere soltanto del 9,3% nel 2010 e 3,4% nei primi sei mesi del 2011. Dai dati emerge che trovare un nuovo lavoro è possibile, ma solo in minima parte riguarda un contratto a tempo indeterminato. “A sei mesi dall’entrata in disoccupazione – spiega la ricerca -, in media un disoccupato su due trova un nuovo lavoro, anche se appena l’8% delle assunzioni è a tempo indeterminato. A dodici mesi la percentuale sale al 68% ed in quest’ultimo caso è a tempo indeterminato poco più di un’assunzione su dieci. Esce, infine, dallo stato di disoccupazione per pensionamento solo un disoccupato su cento”.<br />
Per quanto riguarda le Politiche attive del lavoro, sono gli uomini a fruire maggiormente di tali misure ad eccezione delle agevolazioni per sostituzione di astensione obbligatoria, il lavoro a chiamata o intermittente e i contratti di inserimento, per le quali sono di più le donne a beneficiarne. Politiche attive che trovano più applicazione al Nord (le assunzioni agevolate in sostituzione di lavoratori in astensione obbligatoria sono per circa il 70% concentrate in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, il lavoro somministrato più del 40% è nel Nord-ovest e il lavoro intermittente o a chiamata è per circa il 40% nel Nord-est). Più diffuse al Sud invece le assunzioni agevolate di disoccupati, dei beneficiari di Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) da almeno 24 mesi, di giovani già impegnati in borse di lavoro e di contratti di inserimento. “Tra le politiche di più recente istituzione, particolarmente utilizzate risultano quelle che riguardano il Lavoro intermittente o a chiamata (+44,3% nel 1° semestre 2011 rispetto all’anno precedente). Questo contratto viene applicato in larga parte agli operai”. Una maggiore concentrazione al Nord anche di Cassa integrazione guadagni. “Nel 2010 il 34,8% dei beneficiari di indennità di Integrazione salariale ordinaria lavora nel Nord-ovest, il 27,0% nel Nord-est, il 15,6% nel Centro, il 17,7% al Sud, il 4,8% nelle Isole”. In questo caso, più che nelle differenze di genere, c’è una maggiore concentrazione per fasce d’età: per quasi due terzi (64,7%) si tratta di persone tra i 30 e i 50 anni, il 23,2% è ultracinquantenne e il 12,0% ha meno di 30 anni.<br />
In tema di maternità, a beneficiare dell’astensione obbligatoria, nel 2010, sono quasi totalmente  lavoratrici con un contratto a tempo indeterminato (91%) e maggiormente al Nord (58%), mentre il restante 9% riguarda contratti a tempo determinato. Complessivamente nel 2010 sono state circa 380 mila le lavoratrici dipendenti ad aver beneficiato dell’astensione obbligatoria per maternità. Ancora poco utilizzati dai padri, invece, i congedi parentali. Nel 2010 sono 286mila i lavoratori dipendenti ne hanno usufruito. Anche in questo caso, il 93,5% ha un contratto a tempo indeterminato e si concentrano nel Nord Italia (67%). Fra i lavoratori che hanno goduto dei congedi parentali pur non avendo il posto fisso (6,5%), quasi i tre quarti (74%) sono concentrati al Sud e nelle Isole. In tema di assegni familiari, infine, “i beneficiari appartenenti a nuclei familiari numerosi sono relativamente di meno: più di sei su dieci appartengono, infatti, a nuclei fino a tre componenti, il 31,9% dei beneficiari ha un nucleo familiare di quattro persone, il 6,1% di cinque e appena l’1,2% ne ha più di cinque”. Le classi di età con il maggior numero di beneficiari sono quelle dei 30-39enni (34,1%) e dei 40-49enni (44,8%).</p>
<p>Fonte: <a title="vai al sito" href="www.redattoresociale.it" target="_blank">Redattore Sociale</a></p>
<p>Da: <a title="Sussidi di disoccupazione, Istat: rallenta l’incremento dei beneficiari" href="http://dirittiglobali.it/index.php?view=article&amp;catid=46:studi-rapporti-a-statistiche&amp;id=28138:sussidi-di-disoccupazione-istat-rallenta-lincremento-dei-beneficiari&amp;format=pdf&amp;ml=2&amp;mlt=yoo_explorer&amp;tmpl=component" target="_blank">dirittiglobali.it</a></p>
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		<title>Immigrati, il Lazio vara un modello per l&#8217;integrazione alloggiativa</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:17:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Recuperare edifici dismessi o sottratti alle mafie, realizzare strutture per l&#8217;integrazione alloggiativa degli immigrati e dare loro una formazione professionale edile riconosciuta. Sono questi i capisaldi dell&#8217;accordo &#8220;Costruiamo insieme&#8221; siglato dalla Regione Lazio col ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e presentato lo scroso 14 febbraio a Roma dall&#8217;assessore alle Politiche sociali e Famiglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recuperare edifici dismessi o sottratti alle mafie, realizzare strutture per l&#8217;integrazione alloggiativa degli immigrati e dare loro una formazione professionale edile riconosciuta. Sono questi i capisaldi dell&#8217;accordo &#8220;Costruiamo insieme&#8221; siglato dalla Regione Lazio col ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e presentato lo scroso 14 febbraio a Roma dall&#8217;assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, e Natale Forlani, direttore generale dell&#8217;Immigrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. L&#8217;accordo, finanziato con 1,5 milioni di euro, con una quota di cofinanziamento da parte della Regione di 500 mila euro, ha lo scopo di &#8220;rafforzare le misure di integrazione alloggiativa dei cittadini immigrati mediante la sperimentazione di un modello che coinvolga enti locali, scuole edili e associazioni di riferimento e i lavoratori immigrati che versano in condizioni di disagio socio-occupazionale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Quello che presentiamo oggi- ha spiegato Forte- vuole essere un progetto pilota che ha come primo obiettivo quello di formare una forza lavoro che è carente sul mercato regionale. Dagli studi che abbiamo ci sono alcuni settori che hanno visto una perfetta sostituzione tra gli stranieri e gli italiani e altri che hanno visto una sostituzione parziale, dove la domanda è ancora superiore all&#8217;offerta. Uno di questi settori è quello dell&#8217;edilizia. Attraverso questo progetto formeremo 60 immigrati che poi verranno utilizzati nelle operazioni di ristrutturazione di immobili che verranno individuati attraverso un bando sul territorio regionale, meglio ancora se sottratti alle mafie. Recupereremo immobili che in molti casi sono in preda all&#8217;abbandono e al degrado e utilizzeremo questi immobili per alloggi sociali per immigrati in difficolta&#8217;&#8221;.</p>
<p>La presenza di immigrati nella regione Lazio, ha spiegato Forte, è seconda solo alla Lombardia: sul territorio ci sono circa 540mila immigrati, l&#8217;11,9% del totale nazionale riuniti in circa 200 comunità straniere diverse.</p>
<p>Il progetto avrà una durata di 18 mesi e si rivolge a cittadini immigrati, richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale, regolarmente presenti sul territorio del Lazio con particolare disagio socio-occupazionale. La formazione durerà tra i cinque e i sette mesi con corsi di 600-1000 ore e moduli settimanali di 40 ore. Durante la formazione i cittadini immigrati riceveranno una borsa lavoro e al termine del corso verrà rilasciato un attestato di formazione professionale riconosciuto.</p>
<p>&#8220;L&#8217;intervento specifico fa parte di un programma nazionale che prevede convenzioni tra il nostro ministero e le regioni per 8 milioni di euro- ha spiegato Forlani. L&#8217;intervento nasce dalla constatazione che siamo ad un passaggio di cambiamento di fase nelle politiche migratorie. Quando le comunità degli immigrati diventano consistenti, le comunità tendono a riprodursi e, in quanto tali, fanno famiglia, figli e tendono a stabilizzarsi&#8221;.</p>
<p>Lavoro e abitazione, ha spiegato Forlani, sono due indicatori dello stato di integrazione degli immigrati in un Paese ospitante. &#8220;Per quanto riguarda il lavoro, gli immigrati in Italia hanno una capacità di ritrovarlo superiore agli italiani. Mentre per la casa, nonostante abbiamo comunità che si sono formate in 15 anni, il 28% degli immigrati è proprietario e non è un indicatore di poco conto&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a title="Immigrati, il Lazio vara un modello per l'integrazione alloggiativa" href="http://www.dire.it/DIRE-WELFARE/immigrati_il.php?c=42811&amp;m=10&amp;l=it" target="_blank">Agenzia Dire</a></p>
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